Ci mancano le nostre montagne. Ci manca poter sentire la roccia sotto le nostre mani, sotto le suole dei nostri scarponi. Ci manca salire metri su metri di dislivello e arrivare lassù per sentirsi liberi. Ci manca poter toccare le nuvole con un dito. Ci mancano i campanacci delle mucche al pascolo, fare piano per osservare animali nel loro habitat.



Ci mancano i suoni delle Dolomiti, i rifugi colmi di escursionisti, bambini che corrono sui prati, i profumi dei piatti tipici che escono da quelle cucine. Ci manca il sapore di formaggio fuso su un piatto di polenta calda e funghi. Ci mancano le feste lungo le vie del paese, la gente che passeggia nei centri, la pace dei paesini di montagna. Ci manca il profumo di cirmolo nei boschi e poi ritrovarlo nelle case. Ci mancano tutte le stagioni in montagna. Ci mancano prati di fiori dai colori unici. Il profumo di fieno appena tagliato.

Ci manca allacciare gli scarponi, infilare la maglia tecnica e salire in quota. Ci manca il silenzio dentro un bosco di larici, il profumo del legno, l’erba bagnata dalla rugiada. Ci manca scoprire ogni giorno cose nuove sulla natura che ci circonda. Ci manca perderci nei boschi, per poi ritrovare il sentiero, allungare il percorso ma essere comunque felici perché si sta ammirando un panorama unico al mondo. Ci manca sistemare la tenda e fermarsi una notte sotto le stelle.

Speriamo di tornare presto sulle nostre montagne perché le persone che le vivono hanno bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di loro.