cosa vedere in val di fassa

Nella vita ci sono luoghi, profumi, sapori ed esperienze che difficilmente dimenticheremo. Molto spesso sono dettagli che ci riportano alla nostra infanzia, ad una vacanza indimenticabile o semplicemente ad un momento che ci è rimasto particolarmente impresso. Questa è la top 5 delle cose che secondo noi non potete proprio perdervi durante una vacanza in Val di Fassa!

Escursione al Rifugio Capanna Piz Fassa

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Rimanere senza parole arrivando al Rifugio Capanna Piz Fassa situato sulla cima del Piz Boè è sicuramente tra le cose che non ti puoi perdere nella tua vacanza in Val di Fassa. Con i suoi 3.152 metri di altezza, cima più alta del Gruppo del Sella, il rifugio offre una vista a 360° su un panorama a dir poco mozzafiato. Dal Sassolungo alle Tofane, dalla Marmolada al Catinaccio, dal Puez al Civetta, il Piz Boè vi permetterà di osservare le Dolomiti come non le avete mai viste. Il Rifugio Capanna Piz Fassa è raggiungibile partendo dal Passo Pordoi, dal Passo Campolongo e da Colfosco mediante sentieri di media difficoltà. Il Piz Boè è considerato il 3.000 più “facile” delle Dolomiti ma da affrontare sempre con la testa sulle spalle e nel rispetto della quota e del meteo.

L’alba al Lago di Carezza

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La bellezza del sorgere del sole sulle acque del Lago di Carezza è senza dubbio un’altra esperienza da non perdere. L’alzataccia e la stanchezza verranno sicuramente ripagate dallo spettacolo della natura che vi si presenterà di fronte. Il lago, comodamente raggiungibile in macchina, si trova a circa 1.534 metri di altitudine e si trova poco distante da Vigo di Fassa pur essendo già in provincia di Bolzano. Il Lago di Carezza, conosciuto anche come “Lago dell’Arcobaleno” o in ladino “Lec de Ergobando”, è protagonista di numerose leggende popolari ispirate all’aspetto magico e idilliaco delle sue acque.

Il mio consiglio è di visitarlo all’alba per godere del silenzio e dell’intimità della natura che si sveglia e dei colori a dir poco incredibili delle sue acque baciate dalle prime luci del sole.

Il piccolo paesino di Medil

Medil è la seconda frazione più piccola del comune di Moena. Situato a 1.365 metri, il piccolo abitato conta appena 11 abitanti ed è rinominato il “paradiso delle donne” in quanto un tempo era dimora di soli uomini. Il silenzio e la quiete che si respira è impagabile, d’altri tempi, un po’ come se tutto si fosse fermato a qualche anno fa.\n\nFuori da ogni tipo di attrazione turistica, Medil è immersa nella natura e, grazie alla sua esposizione a Sud, è accarezzata a lungo dai raggi del sole. È sicuramente una delle 5 cose da vedere in Val di Fassa.

La chiesetta di Sant’Anna, risalente al XVIII secolo, è senza dubbio una delle attrazioni storiche da visitare una volta raggiunto il paesino, così come il reperto storico risalente alla prima guerra mondiale che possiamo toccare con mano. Durante il conflitto infatti, gli abitanti di Medil recuperarono una bomba caduta poco distante dalle case e, svuotandola completamente, costruirono una campana per segnalare la necessità di aiuto al sottostante paese di Forno. La piccola frazione è raggiungibile a piedi dal campo sportivo di Moena, dalla frazione di Peniola e infine dall’abitato di Forno. Tutti i sentieri sono di facile percorrenza nonostante la pendenza della strada.

Cibo, cibo e ancora cibo

Chi sostiene che mangiare è uno dei piaceri della vita ha proprio capito tutto e probabilmente è stato pure in vacanza in Val di Fassa.

La vallata ladina infatti, oltre ai panorami mozzafiato e alla natura incontaminata, è rinomata anche per l’ottima cucina. Dal rifugio alla malga, dal ristorante stellato all’osteria, la Val di Fassa e il Trentino offrono un menù ricco di tradizione con qualche spunto di originalità e ricercatezza. Non avete mai provato i canederli allo speck o al formaggio? Lo spezzatino di selvaggina con polenta e porcini? Non vi siete mai sporcati con lo zucchero a velo delle fortaie? Forse allora è il momento di una bella vacanza in Val di Fassa!”

La mostra “La Gran Vera” a Moena

Le montagne che circondano la Val di Fassa furono teatro di violenti scontri durante la Prima Guerra Mondiale ed è forse difficile immaginare questo legame profondo con la storia guardando le Dolomiti oggi. In onore del Centenario della Prima Guerra Mondiale, è stata inaugurata a Moena la mostra “1914-1918 “la Gran Vera” la Grande Guerra: Galizia, Dolomiti”. L’esposizione si concentra in particolar modo sugli avvenimenti che colpirono il fronte austro-russo (Galizia-Bucovina-Volina) e sulla guerra in alta montagna sulle Dolomiti di Fassa e Fiemme, raccontando con grande attenzione l’impatto che la guerra ebbe sulle popolazioni locali.

Fortemente voluta dal Comune di Moena, dall’Istituto Culturale Ladino, dall’associazione storico-culturale “Sul fronte dei ricordi” e curata con minuzia da Michele Simonetti Federspiel e Mauro Caimi, la mostra racchiude quasi mille pezzi (documenti, immagini, filmati, reperti, divise, cimeli ecc.) provenienti da diverse collezioni private e dallo stesso Museo Ladin de Fascia. Consiglio fortemente di visitare questa mostra per capire a fondo la storia delle Dolomiti e le origini della sua gente.