Oggi io e Scott non vogliamo portarvi in passeggiata, in giro per le nostre bellissime montagne, ma vogliamo portarvi in giro con la fantasia. Vogliamo raccontarvi e farvi conoscere anche altro, oltre allo spettacolo che ci circonda.

Oggi a me e a Scott ci è venuta voglia di raccontarvi qualche leggenda. E perchè non partire da un nostro posto del cuore, una leggenda che si ferma lì, nella Val Contrin.

Si racconta che nella Val Contrin, ai piedi della ripida parete sud della Marmolada, vivesse una splendida fanciulla di nome Conturina. La giovane viveva nella grande tenuta della matrigna, una signora molto nobile che aveva due figlie abbastanza bruttine e acidelle.

Molti ospiti, principi e cavalieri andavano e frequentavano la casa della matrigna, e tutti rimanevano affascinati dalla bellezza di Conturina, non degnando di uno sguardo le altre due figlie, rendendole molto invidiose e infelici. La matrigna, stanca e gelosa della bellezza di Conturina, ordinò a quest’ultima di fingere di essere muta e stupida, ma questo non cambiò la situazione, tutti continuavano ad ammirare e ad avere occhi solo per la bella Conturina, senza accorgersi delle altre due ragazze. Allora la matrigna ordinò a Conturina di stare immobile e così finse che la ragazza fosse paralitica. Ma anche così la situazione non mutò.

Fu con il penultimo tentativo che la matrigna perse le staffe, e chiamò nella sua tenuta una strega, e le chiese di trasformare la ragazza in una statua di pietra. Ma i principi e i cavalieri rimanevano senza parole alla vista di quella statua così bella, così la matrigna, su tutte le furie ordinò ai suoi servitori di far portare la statua il più lontano possibile, per far sì che nessuno potesse vederla mai più.

La statua fu portata sulla cima della Cima Ombretta, messa nelle rocce, proprio a ridosso della Marmolada, così nessuno potesse più vederla. Negli anni tutti si chiesero dove fosse finita la bellissima Conturina, nessuna la vide più nella sua casa, ma nel frattempo si sparse la voce del fatto che si udisse un canto femminile provenire dalle montagne. Un giorno, un soldato che era di vedetta nella Val Contrin, nel silenzio profondo udì la voce della bellissima fanciulla, e gli promise che il giorno dopo sarebbe andato a liberarla. Ma ahimè erano ormai passati più di sette anni, e l’incantesimo era diventato insolubile e il suo destino era quello di rimanere per tutta la vita una statua di pietra. Ancora oggi, nella Val Contrin, osservando le montagne verso la Cima Ombretta, riusciamo a scorgere tra le rocce il bellissimo volto della fanciulla, inoltre, se ci avventuraimo verso quelle cime nell’ora del tramonto possiamo sentire la sua bellissima voce che canta la strofa ladina che racconta la sua triste storia:

“Son de sas e no me meve, son de crepa n Marmolèda, son na fia arbandonèda e no se per che rejon”
“Sono un sasso e non mi muovo, sono di roccia in Marmolada, sono una figlia abbandonata e non so per quale motivo”.