Sentiero attrezzato Astaldi: tra colori e geologia sulla Tofana di Mezzo

Il sentiero attrezzato Astaldi è uno dei percorsi attrezzati più belli di Cortina, che si sviluppa su una cengia alla base della Punta Anna, sulla Tofana di Mezzo. Questa ferrata è dedicata alla scrittrice e giornalista Maria Luisa Astaldi, rifugiata a Cortina d’Ampezzo durante l’occupazione nazista, che frequentò molto questi luoghi anche dopo l’occupazione.

Si parte dal Rifugio Dibona, raggiungibile in auto seguendo le indicazioni sulla strada che da Cortina d’Ampezzo porta al Passo Falzarego. Dal parcheggio del Rifugio Dibona si sale verso destra, seguendo il sentiero n. 421 che conduce fino al Rifugio Pomedes. Poco prima di arrivare al Rifugio, sulla sinistra, si sale fino all’inizio del sentiero attrezzato Astaldi. Questo percorso rappresenta uno dei percorsi tipici e più spettacolari che consente di visitare uno dei siti più interessanti per quanto riguarda le scoperte di interesse scentifico, come l’ambra triassica ritenuta la più antica al mondo. Abbiamo percorso questo sentiero attrezzato con il Prof. Piero Gianolla, insegnante di geologia dell’Università di Ferrara e membro della Fondazione Dolomiti Unesco, che ci ha raccontato molte curiosità sulla formazione di queste montagne e sulla storia delle Dolomiti.

Questo sentiero, oltre ad essere l’ideale per scoprire la storia di queste montagne, è anche un ottimo banco di prova per chi si avvicina al mondo delle ferrate per la prima volta. Ci si muove infatti su un sentiero ghiaioso, molto friabile, che non offre sempre la possibilità di potersi attaccare al cavo metallico. Raccomandiamo l’uso del casco, e per i principianti di affidarsi all’esperienza delle guide alpine. Evitate di fare questo tipo di percorsi in solitaria.

Trattandosi di un percorso ad anello è possibile seguirlo sia in senso orario che in senso antiorario. In circa 20/30 minuti si può raggiungere il punto di accesso al sentiero attrezzato, mentre il tempo di percorrenza del sentiero è di circa 1 ora. Il panorama che potrete ammirare è da togliere il fiato. Dall’Antelao, ai Lastoi di Formin, alle Cinque Torri, passando per la Croda da Lago e concludendo con la Marmolada. Wow!

Il percorso inizia subito scendendo di alcuni metri fino ad afferrare il cavo metallico che ci assiste nei tratti in cui la cengia è più esposta. Si prosegue fino ad abbassarsi in alcuni punti dove il tetto roccioso diventa più basso, e si continua su strati di roccia rossa fino a raggiungere un canale che interrompe il percorso. Da qui, scendendo lungo il canale si raggiunge una nuova cengia fino ad arrivare alla conclusione in cui il sentiero di fa più largo e a tratti senza cordino in metallo. Si “atterra” quindi su un manto erboso, lungo il sentiero che collega il Rifugio Dibona con il Rifugio Giussani.

Qui, mantenendoci in quota, abbiamo proseguito la nostra escursione fino alla Grotta de Tofana, un’enorme cavità naturale, lunga più di 300 metri, alta dai 10 ai 30 metri, che si apre poco sopra la base della parete della Tofana di Rozes. Anche per raggiungere questo meraviglioso antro dolomitico è necessaria l’attrezzatura da ferrata, con tratti molto più esposti rispetto al Sentiero Astaldi, e con molta più attenzione richiesta. Questo posto davvero suggestivo è una delle poche cavità formatasi nella Dolomia principale e non nel calcare. Entrare nel cuore della Dolomia è davvero suggestivo. Per chi vuole entrare nella grotta, può immergersi in un sentiero che forma una specie di “8” entrando da un lato e uscendo dall’altro. Obbligatorio munirsi di lampada frontale.

Consigliamo di fare molta attenzione nel caso in cui troviate il tratto innevato, e di intraprendere l’escursione di buonora perché durante le ore più calde del giorno c’è il rischio di caduta sassi a causa del disgelo. Usate il casco!

Ps. per i meno esperti, affidatevi alle Guide Alpine di Cortina, saranno felici di portarvi alla scoperta di questa meraviglia dolomitica! 🙂

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